
Maria trascorre un’esistenza semplice e rurale. La fede, le convenzioni e una sessualità confusa non le consentono di comprendere che ciò che prova per Mimma, la sua migliore amica, è amore. Ingabbiata in un matrimonio violento, quando si scopre incinta di Vincenzino, fugge
per vivere a Roma con Mimma e il compagno di lei, John, una donna. Sarà John il riferimento di Vincenzino in una realtà variegata su cui riverbererà, fin troppo presto, l’eco del passato. Tra tradizioni, sopraffazioni fisiche e psicologiche in nome della normalità, tradizioni
e voglia di libertà, Stefano Amato dipinge un drammatico affresco con inedita potenza, intrecciando il tema dell’omosessualità femminile e quello della violenza sulle donne. Ne deriva un’esposizione attuale dove lo stile raffinato si arricchisce di un centellinato uso del dialetto
restituendo una storia di grande vigore narrativo.
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